GIORGIO MANZINI

GIORGIO MANZINI

Giorgio nasce In Piemonte a Novara li 08/04/1981.Sin da Giovane età è affascinato da tutto il mondo fantasy,che si parli di film ,libri,giochi di ruolo e illustrazione dal quale ottiene il primo imprinting artistico .Crescendo si appassiona all’universo Manga,alla cinematografia horror,e specialmente all’ heavy metal ,importanti come ulteriori fonti d’ispirazione per le future scelte artistiche . Inizia ad avvicinarsi al disegno eseguendo semplici schizzi a penna ,strumento importante col quale poi eseguirà tutte le sue opere . Ispirandosi ad autori come: Giger ,Moebius,Go Nagai,Kentarò Miura e Royo. Eseguite su carta, prevalentemente con l’ausilio di penne a sfera  e matite a tempera ,le sue opere fondono entità ,Sogno,Visioni e stati d’animo ad una pura ispirazione di getto , dando vita a creature  e mondi  magici,eterei , crepuscolari in una dimensione biomeccanica surreale ricca di armonie e contrasti visivi.

Cos’è l’arte per te? E come definiresti la tua?

L’arte per me è uno strumento di comunicazione, non solo con gli altri, ma anche con sé stessi. È passione, magia e anche terapia. La mia arte la definirei onirica, iconografica e dimensionalmente parallela, non appartenente a un genere specifico, ma piuttosto un’esplorazione personale dei miei mondi interiori.

Come è nata la tua passione per il disegno e quali emozioni cerchi di trasmettere attraverso le tue opere?

La passione è nata in modo naturale, come un processo in continua crescita. Ho iniziato con schizzi e scarabocchi, e pian piano è diventata un’autentica passione. Attraverso le mie opere cerco di dare forma e volto ai miei stati d’animo, mostrando il mio immaginario interiore.

Cosa ti ha attratto inizialmente del mondo fantasy e come questa fascinazione ha influenzato il tuo stile artistico?

Sono stato attratto principalmente dalle ambientazioni. Il fascino della narrativa e il richiamo a antichi archetipi, soprattutto degli anni ’80 e ’90, mi hanno sempre coinvolto. Il fantasy è stato un distacco dalla realtà, soprattutto durante la mia infanzia, e questo ha influenzato profondamente il mio immaginario, che ora si riflette nelle mie opere.

In che modo le tue fonti di ispirazione, come H.R. Giger, Moebius e Kentarō Miura, si riflettono nel tuo lavoro?

Le mie fonti di ispirazione si sono fuse con il mio subconscio, sono state interiorizzate e poi rielaborate nelle mie creazioni. Non copio, ma rielaboro, creando qualcosa che è unico e personale, ma con echi di quei grandi maestri.

Quali sono le sfide principali che affronti nel creare opere con penna a sfera e matite a tempera?

La sfida principale è legata al tempo di esecuzione. Cerco sempre di velocizzare il processo creativo senza compromettere la qualità del risultato finale, il che può essere un equilibrio difficile da raggiungere.

C’è un’opera specifica che consideri rappresentativa del tuo percorso artistico? Se sì, quale e perché?

Non ho un’opera specifica che possa definire come il mio punto di arrivo. Ogni tanto, però, nasce un’opera che si discosta un po’ dalle altre e segna un cambiamento per quelle successive, segnando una nuova fase del mio percorso artistico.

Come descriveresti la fusione tra sogno, visione e stati d’animo che caratterizza i tuoi mondi biomeccanici surreali?

La descriverei come una forza caotica che cerca di trovare un ordine sensato. È un processo che nasce dal subconscio, in cui sogno e realtà si intrecciano, dando vita a mondi che non sono mai statici, ma in continua evoluzione.

L’universo manga e l’heavy metal sono stati per te fonti di grande ispirazione. Come riesci a bilanciare questi due mondi nella tua arte?

L’universo manga influisce principalmente sul soggetto di base delle opere, mentre l’heavy metal, con la sua energia e potenza, caratterizza l’atmosfera delle creazioni. La musica diventa parte del processo, alimentando l’intensità emotiva dei miei disegni.

Che ruolo gioca la spontaneità (“ispirazione di getto”) nel tuo processo creativo rispetto alla pianificazione?

La spontaneità è fondamentale nel mio processo creativo. Sebbene la base iniziale sia spesso pensata e strutturata, mentre lavoro l’idea può cambiare radicalmente, portando a risultati che a volte non avevo previsto. È un processo in continua evoluzione.

Qual è la reazione del pubblico alle tue creazioni? Hai mai avuto feedback che ti hanno sorpreso o ispirato?

Di solito, la reazione del pubblico è molto positiva. La cosa che mi sorprende di più è che, dentro le mie creazioni, ognuno vede qualcosa di personale. A volte, mi fanno notare dettagli che io stesso non avevo notato, quasi come se le opere avessero una vita propria.

Hai dei progetti futuri che combinano la tua passione per il disegno con altri medium, come il cinema o i giochi di ruolo?

Mi piacerebbe esplorare nuove possibilità. Al momento, però, mi sto concentrando su come imprimere la mia arte su articoli di vestiario, gadget, accessori e arredamento. Sono aperto a ogni tipo di progetto e spero di potermi avventurare in nuove sfide creative.

Sogno nel cassetto?

Il mio sogno nel cassetto è quello di creare un nuovo genere artistico, qualcosa che unisca tutte le mie influenze e che porti una ventata di novità nel panorama contemporaneo.

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