Alessio nasce a Viterbo e si forma artisticamente presso il liceo artistico “Tuscia” e l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove approfondisce il manierismo rinascimentale e il neomanierismo. Nel 2004 conclude il suo percorso accademico con una tesi sull’anatomia artistica nei dipinti del Parmigianino. Nei primi anni, la sua ricerca pittorica è influenzata dal neomanierismo, con figure umane allungate in modo innaturale, richiamando i grandi maestri tardo-rinascimentali. Dal 2013, il suo stile evolve verso una rappresentazione più personale, abbandonando i canoni classici per sviluppare una pittura più vigorosa e attuale, con un forte impatto spirituale. Questo nuovo approccio, definito “Neo-Simbolismo” dal critico Vittorio Sgarbi, trasforma le sue opere in visioni oniriche che invitano lo spettatore a superare i confini della realtà. Ha partecipato a numerosi concorsi e mostre internazionali, tra cui la Biennale di Milano, la Biennale di Palermo e la Biennale della Creatività a Verona, esponendo anche al MoMa di New York. Le sue opere fanno parte della collezione Sgarbi-Cavallini di Ferrara e sono incluse in prestigiosi cataloghi d’arte come Mondadori, oltre a essere battute in aste su piattaforme come Arsvalue. Alessio Papa considera l’arte un mezzo di connessione tra passato e presente, tra storia e sogno, mirando a toccare l’animo dello spettatore attraverso il cromatismo e il simbolismo. Il suo lavoro si oppone alle avanguardie moderne, recuperando la bellezza classica e portandola in una dimensione più intima ed emotiva.
Cos’è per te l’arte?
L’arte è un mondo magico, un’isola felice dove ogni artista tende a catapultarcisi per evadere dalla realtà e analizzare il proprio “Io” e la propria essenza, così da poterla poi far comprendere all’umanità.
Cosa ti ha spinto ad abbandonare il neomanierismo per sviluppare uno stile più personale? È stato un cambiamento naturale o una scelta consapevole?
Diciamo che il manierismo è lo stile pittorico che ho sempre seguito sin dai tempi dell’Accademia, anche se non ci sono entrato dentro del tutto, ma piuttosto mi è servito come “trampolino” per intraprendere poi la mia strada artistica. Quindi di conseguenza il cambiamento avviene naturalmente.
Il tuo “Neo-Simbolismo” è stato definito da Vittorio Sgarbi: ti riconosci pienamente in questa definizione o lo consideri solo un punto di partenza?
Intanto lo considero come un punto di passaggio, nel senso che per ora mi ci ritrovo in pieno ma poi non so come evolverà la mia arte, appunto come dicevo prima per il manierismo che in quella fase della mia vita artistica mi è servito molto.
Nei tuoi dipinti l’anatomia umana viene spesso stravolta. Cosa vuoi trasmettere attraverso queste figure allungate e visionarie?
Attualmente le mie figure non sono più molto allungate o stravolte, proprio perchè quella è stata una caratteristica del manierismo. Adesso nella mia arte le figure sono più che mai attuali e nelle giuste proporzioni, Visionarie invece lo sono ancora, proprio perchè voglio trasmettere “l’andare oltre”, l’abbattere le barriere di qualsiasi tipo, è questa la sola strada per sentirsi veramente liberi, proprio come lo sono le figure nei miei dipinti.
Qual è il rapporto tra sogno e realtà nella tua arte? Ti ispiri a esperienze personali o lasci che l’immaginazione guidi il processo creativo?
Il sogno è alla base della mia arte, proprio come ti dicevo prima, è quel mondo magico dove ci si sente veramente liberi. Poi nei racconti dei miei lavori ci sono sia situazioni vissute personalmente, che storie frutto semplicemente della mia fantasia.
C’è un’opera in particolare, tra le tante che hai realizzato, che senti più vicina a te? Se sì, perché?
Ogni opera che faccio è figlia del momento che sto vivendo, quindi ognuna per diversi motivi ha qualcosa di particolare per me. Però sicuramente quelle dove tratto la tematica dell’Amore, quello con la A maiuscola, hanno un valore particolare, proprio perchè l’Amore è la salvezza per tutto, sembrerò banale e scontato però è così.
Quanto è importante per te il colore nella costruzione del significato di un dipinto? Ci sono tonalità che usi in modo ricorrente?
Il colore nei miei lavori è importante tanto quanto le figure, nel senso che essendo io un artista simbolista, anche il significato dei colori simboleggia un qualcosa nel dipinto, non è un colore messo a caso soltanto per abbellire il cromatismo del dipinto. Poi considera che ogni artista ha la sua tavolozza preferita, anche io ho dei colori che preferisco di più rispetto ad altri.
Essere inserito in collezioni prestigiose e cataloghi d’arte ha cambiato il tuo modo di vedere il mercato dell’arte e il tuo ruolo di artista?
No, nel senso che io resto sempre con le mie idee artistiche, al di la delle varie direzioni che può prendere il mercato dell’arte.
Ti capita di esplorare altri mezzi espressivi oltre alla pittura, come il digitale o la scultura?
La scultura l’ho fatta soltanto ai tempi dell’Accademia e poi l’ho tralasciata. Con il digitale sono totalmente ignorante in materia. Per cui la mia espressione artistica è la pittura in tutte le tecniche, anche se la tecnica mia preferita nella pittura è l’olio.
Se dovessi descrivere il tuo universo artistico in tre parole, quali sceglieresti?
Donna, Amore, Libertà.
Qual è il messaggio più importante che vuoi lasciare a chi osserva le tue opere?
Il mio messaggio, come ho già detto, è quello dell’Amore e del senso del bello. E non c’è niente di più bello della Donna, che io considero “La Creatura celeste” per eccellenza, presente in tutti i miei dipinti, simbolo insieme all’Universo della creazione e dell’Amore.
Descriviti in tre colori.
Bianco, perchè sono un’anima pura, sono sempre limpido con tutti.
Verde, perchè in tutte le cose mi affido sempre alla speranza.
Giallo, perchè sono una persona solare, anche se adoro la solitudine.








