LABOH

LABOH

Ilaria nasce a Torino nel 1975, dopo una breve carriera universitaria lascia la città natale per intraprendere gli studi di Fashion Design all’istituto Marangoni di Milano. Si stabilisce a Milano lavorando nell’ambito della moda per 15 anni come consulente per diversi brands, e poi come creatrice di due marchi indipendenti. Nel 2016 sente il richiamo dell’arte fortemente dentro di sé, in concomitanza con forti cambiamenti personali e familiari. Adotta il nome d’arte LABOH e si iscrive all’Accademia d’Arte di Brera. Sperimenta l’acquerello e l’acrilico, come la china giapponese e la semplice matita. Inizia con l’astratto, poetico ed onirico, per passare poi al figurativo, decisamente più drammatico e di forte impatto. Inizia ad esporre nel 2017 i primi acquerelli alla Galleria d’Arte EX MACELLERIA PONTREMOLI. La prima mostra di pittura collettiva è “Incontri Formali“ nel 2018 presso lo studio legale JP PICCININO BERTOLAZZI, Milano. Nel gennaio 2024 partecipa alla collettiva “Be a Lady” presso CON/TEMPORARY SPACES Santa Teresa a Torino, iniziando a collaborare con Artàporter. Lo stesso anno comincia a sperimentare la performance del Live Painting e partecipa alla MILANO DESIGN WEEK con il suo primo live da EDIT MILANO. A giugno espone ad una collettiva presso LE BICICLETTE a Milano. A settembre allestisce una mostra personale all’Hotel AETHOS Milano. Continua in ottobre con due Live Painting da EDIT TORINO e da GREENPEA per Artàngo, in occasione di DIFFUSISSIMA, contemporaneamente ad un’altra collettiva al Con/Temporary Spaces Santa Teresa di Artàporter. Nel gennaio 2025 una collettiva dedicata all’acquerello al CON/TEMPORARY SPACES di Via Mazzini a Torino. Dal 21 al 29 marzo sarà alla collettiva “Persefone: InCanto di Primavera” alla GALLERIA DEGLI ARTISTI a Milano. Dall’ 1 al 6 Aprile parteciperà alla MILANO ART WEEK 2025.

Cos’è l’arte per te?

L’arte per me è riparazione, esplosione ed eleganza. Riparazione perché è la mia medicina per esorcizzare e attraversare i grandi dolori della mia vita personale. Perché per poter ritrovare un senso al nostro stare al mondo è necessario fare questa operazione e di conseguenza trovare la propria riparazione e rinascita. Esplosione perché voglio che ci sia un’energia in quello che rappresento, che può essere un’esplosione di colori senza nessuna regola, o un’esplosione di tratti a matita o a gessetto, di gocce che si muovono sulla tela. Mi interessa portare questa energia, sia essa positiva o negativa, verso alti livelli, perché deve uscire da me, la voglio comunicare e condividere con il mondo. L’eleganza è una caratteristica che mi appartiene da sempre, e inevitabilmente dirige l’opera.

Cosa ti ha spinto a lasciare il mondo della moda per dedicarti completamente all’arte?

Il processo di cambiamento che mi ha portato all’arte, lasciando il mondo della moda, è stato molto lungo, ma naturale. Dentro di me c’è sempre stato il seme che aspettava di germinare, già da bambina lo sentivo. Ad un certo punto ho concesso a me stessa di aprire quella porta e lasciare andare quello che sentivo nel mio io più profondo. È stato il più grande atto d’amore che potessi compiere verso me stessa. In particolare, è successo quando dal punto di vista lavorativo ho vissuto un momento di vuoto prolungato da libera professionista, e nonostante tentassi di rientrare nel mondo lavorativo, non vedevo aperture. La vita non ha voluto, l’ho capito dopo, perché era il momento di ascoltare finalmente la mia natura di artista.

Il passaggio dall’astratto al figurativo è stato naturale o c’è stato un evento che ha segnato questa trasformazione?

L’astratto è stato l’inizio. Non so perché ma non avevo ancora consapevolezza delle forme nello spazio; quindi, l’astratto mi ha aiutata a cominciare il mio percorso in 2D, cioè senza una collocazione nello spazio. Il figurativo è arrivato perché è nata in me l’esigenza di comunicare con lo sguardo delle figure ritratte. Infatti, lo sguardo è spesso un elemento centrale nelle mie opere, attraverso esso voglio suscitare o resuscitare un dialogo con lo spettatore. Il figurativo, inoltre, mi permette di curare anche la vestizione delle figure, altra ossessione che mi appartiene. L’assenza di vestizione nei nudi, infatti, per me rappresenta il vuoto e la perdizione del proprio io.

C’è un’opera a cui sei particolarmente legata? Qual è la sua storia?

Sì, sono legata ai miei autoritratti, che quotidianamente mi fanno da specchio. Mi faccio autoritratti quando ho bisogno di ritrovare la mia centratura, in particolari momenti della mia vita. È la mia me che mi parla. Uno in particolare è molto grande, appeso di fronte al mio letto, e ogni sera mi guardo negli occhi. 

Come vivi l’esperienza del Live Painting? Ti senti più libera o più esposta rispetto al lavoro in studio?

Un Live-Painting può essere paragonato ad un concerto musicale. È un’esibizione non solo di ciò che si dipinge, ma anche del corpo. Ogni parte del corpo è coinvolta, soprattutto se la tela è grande, magari 3 metri per 3. A differenza di un concerto, un live non è prevedibile, non c’è una scaletta. Le variabili sono molte, dall’ambiente sempre nuovo, magari all’aperto, dal pubblico diversificato, dalla luce del luogo, dai suoni attorno, dal clima. Avere un pubblico dietro che osserva cosa stai facendo crea una dimensione spettacolare che a me piace. Inoltre, c’è da aggiungere il fattore tempo, nel senso che in un paio d’ore devi finire una tela che abbia senso. Diciamo che ogni volta è una sfida, una performance imprevedibile, ed è un lavoro completamente diverso da quello svolto nel mio studio, dove mi sento a mio agio e raggiungo la mia ebbrezza artistica senza influenze esterne.

Quali emozioni vuoi trasmettere attraverso i tuoi dipinti?

Come dicevo prima, mi piace riuscire ad instaurare un dialogo con lo spettatore, un aggancio emotivo. L’opera crea una connessione con lo spettatore, un legame che ha a che fare con l’artista stesso; quindi, l’opera è il tramite attraverso il quale l’artista si connette con chi guarda.  Non mi interessa dipingere per arredamento o per decorazione. 

Hai trovato delle connessioni tra la tua esperienza nella moda e il tuo approccio artistico?

È raro che la moda si avvicini all’arte, creando abiti artistici, succede solo nell’alta moda. la mia esperienza nella moda è stata creativa piuttosto che artistica. Va inoltre detto che la moda, ad eccezione della nicchia dell’alta moda, deve sottostare ai canoni del marketing, e non può essere libera come lo è l’arte.

Cosa significa per te esporre nelle città dove hai vissuto, come Torino e Milano?

Finora ho esposto in città a me conosciute, Torino e Milano, perché mi è più familiare. In questo momento ho come obiettivo esporre all’estero, e sono molto curiosa di avere riscontri al di fuori dell’Italia.

Come vedi il rapporto tra arte e spazio pubblico? Il Live Painting è un modo per avvicinare le persone all’arte?

Penso che l’arte debba essere condivisa con le persone, e che possa essere molto trasversale, perché può veicolare un messaggio per tutti. Al contrario rimarrebbe sterile se chiusa in un magazzino e non condivisa. In Italia c’è tantissima arte di alto livello rinchiusa negli archivi, è un Paese ricchissimo d’arte.

Hai delle fonti di ispirazione specifiche, tra artisti o movimenti artistici?

I miei riferimenti artistici sono Egon Schiele, Tamara de Lempicka, Gergia O’Keefe per quanto riguarda la pittura. Ma anche la fotografia mi ha sempre influenzata, Peter Lindbergh, Paolo Roversi, Max Cardelli. Spesso parto da una fotografia che mi emoziona per creare qualcos’altro sulla tela.

Qual è il tuo prossimo obiettivo artistico?

Il mio prossimo obiettivo artistico è cercare una galleria d’arte che creda in quello che faccio e mi sostenga. In questo momento sto evolvendo tecnicamente e sto esplorando nuove visioni pittoriche, e anche la preparazione della tela in modo artigianale fa parte della mia ricerca artistica.

Descriviti in tre colori.

Io sono viola, giallo e acquamarina. Misticismo, energia vitale, leggerezza della trasparenza.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *