Sara (1970) pittrice. Golfo di Orosei (Sardegna). Di temperamento irrequieto e curioso, sin da giovane età mostra interesse e passione per varie discipline artistiche, tra le quali la lettura, scrittura creativa, fotografia, danza (tango argentino) e successivamente la pittura. Nel 2009 intraprende un percorso di studio e sperimentazione sul colore (acrilico e olio) e su materiali di varia provenienza, mostrando un grande interesse per l’espressionismo astratto e la corrente informale. Le mostre collettive e personali, i frequenti viaggi in Europa favoriscono la crescita professionale e la sua ricerca artistica, è sempre più orientata verso una pittura visionaria e materica. Nel 2015 l’artista crea una serie di dipinti a olio su carta dal titolo: “Graffi d’Amore”. In questa fase Quida abbandona l’uso di materiali corposi, spessi, colori acrilici, preferendo l’uso di colori ad olio. Nelle sue opere astratte si possono osservare trame, graffi, solchi, linee, profondità e una ricerca ossessiva di armonia e movimento. Si scoprono microcosmi, in un’alternanza tra il visionario onirico e la veglia, in cui l’artista tutt’ora deambula. Il tema dominante dei suoi dipinti è l’amore e il suo contrario. La serie di opere “Graffi d’Amore” viaggia dall’Italia alla Spagna, passando per la Francia, incontrando il successo di pubblico e collezionisti. Nel 2020, durante la pandemia, Sara Quida riflette sui temi legati a confinamento, morte, dolore. L’artista sente la necessità di esplorare nuove tecniche, di aprirsi a nuove contaminazioni artistiche, con un bisogno urgente di stabilire una nuova connessione con il mondo esterno; le sue opere si incentrano su movimento e FORZA. In questo periodo l’artista partecipa a mostre collettive virtuali e accetta collaborazioni artistiche nazionali e internazionali. La sua tavolozza è composta da colori forti e accesi, e tutte le emozioni legate al confinamento Quida le esprime rompendo le forme, creando sfumature, graffi e solchi, con più rabbia e determinazione. Ogni opera è un grido di protesta e dolore. La fortunata serie “Graffi d’Amore” è in costante evoluzione. Contemporaneamente dal 2022 ad oggi, l’artista si dedica agli inchiostri e ai colori acrilici. Nasce così la serie di opere su tela intitolata: “Dopo la tempesta” ed è il risultato di una ricerca artistica basata su un concetto molto semplice: raccontare lo straordinario e complesso mondo delle emozioni attraverso un viaggio visionario, in cui Quida esercita una costante ricerca di bellezza, equilibrio, armonia, movimento e forza! Dal 2023 Quida organizza laboratori di pittura astratta presso la Casa Lavoro con sezione Circondariale di Vasto, e presso la Scuola Secondaria di Primo Grado “Raffaele Paolucci” – Vasto. Quida ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi (ved, pagina 2). Sue opere appartengono a collezioni private in Italia e all’estero. Attualmente vive e lavora a Vasto (CH), alterna periodi di studio e lavoro nel Golfo di Orosei (Sardegna).
Cos’è per te l’arte?
L’arte per me è un luogo dove fare “Naufragio”. Un approdo silenzioso e sicuro, dove nasce la connessione tra me ed il mondo esterno. L’arte è magia, seduzione, gioco altalenante tra vibrazione ed inquietudine. L’arte è salvezza per l’anima mia.
Cosa ha rappresentato per te il passaggio dalla pittura materica all’uso dell’olio su carta nella serie “Graffi d’Amore”?
Ho curato ogni stanza silenziosa della mia anima, guarito tanti traumi, amalgamando colori con materiali di diversa provenienza e consistenza. Successivamente ho sentito il bisogno di liberarmi dalla “pesantezza” del gesto, ed il passaggio dalla pittura materica alla pittura a olio su carta mi ha permesso di scrivere la mia biografia in maniera onesta e leggera attraverso graffi, solchi, colori caldi, freddi, senza l’utilizzo delle parole.
L’amore e il suo contrario sono temi centrali nel tuo lavoro. Cosa ti spinge a esplorarli in modo così viscerale?
Non si “guarisce” senza amore. Credo nel potere straordinario e curativo che ha l’amore quando è SANO quando è disinteressato, quando è totale, quando esso è portatore di vita e rispetto. Ma allo stesso tempo non riesco e non posso non osservare e denunciare attraverso le mie opere, le anomalie legate all’amore malato, tossico, l’amore che annienta tutto.
Durante la pandemia hai vissuto una trasformazione artistica. Come ha influenzato il tuo modo di percepire e creare arte?
La pandemia, il confinamento, mi hanno portato ad esplorare con più fervore e attenzione temi delicati come la morte, la solitudine, l’aggressività, la violenza, l’indifferenza. Ho dipinto tantissimo in questo periodo e ho compreso l’importanza e l’arricchimento che ne deriva dalla condivisione e connessione con anime affini, in un periodo storico così delicato che ha riguardato la vita di tutti noi.
Qual è il legame tra il movimento, la forza e la tua pittura? Quanto il tango argentino ha influenzato il tuo senso del ritmo e della composizione?
Il tango argentino come la pittura fa parte di me. Il tango è dinamismo, movimento, armonia, abbraccio, connessione, ascolto, condivisione, magia. E’ una danza struggente che mi avvolge sia quando ballo sia quando ascolto i brani cantati. Molte opere nascono dopo l’abbraccio del tango, è un modo per trasportare su tela quel bagaglio di emozioni intense e vibranti.
Nei tuoi dipinti emergono segni, graffi, solchi e trame. Quale significato simbolico attribuisci a questi elementi?
Amo rappresentare la rinascita di ogni cosa attraverso la forza, il movimento, il dinamismo seguendo un gusto cromatico che suggerisca equilibrio, armonia, bellezza. Ogni graffio, solco, segno è strettamente legato al tema che mi prefiggo di dipingere.
La tua ricerca artistica è fortemente influenzata dai tuoi viaggi. C’è un luogo in particolare che ha segnato la tua evoluzione pittorica?
Sicuramente la Francia e la Catalunya. Ho soggiornato per anni in provincia di Barcellona, ho visitato gallerie, musei, conosciuto numerosi artisti e mi sono avvicinata al mondo della Street Art. Ho sperimentato l’importanza che ha lo studio, il confronto e la contaminazione con artisti di diversa provenienza, e bellissimo vedere quanto l’arte permetta di esprimersi ogni qualvolta si abbia qualcosa da dire o da “urlare”.
Come si sviluppa il tuo processo creativo? Parti da un’idea precisa o lasci che il colore e il gesto guidino la composizione?
L’ispirazione. Tante cose ispirano le mie opere: un verso di una poesia, un fatto di cronaca, una canzone, una telefonata, un incontro, un colore preciso, una biografia. La ritualità dell’accensione dell’incenso, il profumo del caffè, la disposizione dei colori e dei materiali, gli appunti sul diario, inizia così per me la nascita di ogni nuova opera.
Hai avviato laboratori di pittura astratta in contesti educativi e carcerari. Cosa ti ha spinto a condividere la tua arte in questi ambienti?
Penso sia importante essere generosi. Condividere il proprio tempo, ciò che si sa fare e farlo con amore, passione, dedizione porta ad una certa ricchezza e ad incontri straordinari. Il mio obiettivo non è solo cercare di insegnare la parte teorico pratica della pittura astratta, piuttosto utilizzare la pittura come processo di guarigione. Mi dicono che funziona!
Quali sono i tuoi riferimenti artistici? Ci sono artisti che hanno ispirato la tua tecnica o la tua visione?
Sono tantissimi gli artisti che stimo, che rispetto, che seguo e che in qualche modo condizionano il mio lavoro e mi aiutano nel mio processo di crescita personale e professionale. Mi piace dedicarmi allo studio delle biografie degli artisti del passato, investigare sulle opere e sulla tecnica. Da sempre (dipingo dal 2009) cerco di creare arte che sia fedele a me stessa, che possa rappresentarmi esattamente come sono e come sento.
Come immagini il futuro della tua arte? Hai in mente nuove sperimentazioni o progetti che vorresti realizzare?
Il futuro della mia arte lo immagino felice, ricco di esperienze, di viaggi, di incontri perché non fermerò mai la sperimentazione, lo studio, la curiosità, la crescita.
Descriviti in tre colori.
Se dovessi descrivermi con tre colori direi che sono Turchese quando sono serena, Rosso quando brucio di passione, Viola quando protesto!






Sara, grande donna,un artista a 360°.
Pittrice straordinaria.
La sua è una connessione con il mondo attraverso i suoi splendidi colori.
Una persona fantastica che conosco.
Nel tempo ho visto crescere in lei la voglia di trasmettere emozioni.Grazie Sara per le tue meravigliose creazioni.❤️
Sara, maestra di pittura astratta di mio figlio: potenza e bellezza, umanità e caparbietà . Posso dirle solo: “grazie per quello che sei e che dai”.
Lavoro presso l’istituto Penitenziario di Vasto, dove Sara ci ha fatto dono della sua arte, della sua gentile pazienza e del suo coloratissimo e contagioso entusiasmo. Mille volte grazie Sara, tu sai perché.
Sara è un’anima straordinaria, sensibile e sperimentale, un’artista a 360 gradi che sono fiero di aver come amica.
Grazie a tutti voi per l’affetto e per il vostro tempo!