MICHELA VARESCHI

MICHELA VARESCHI

Michela nasce nel 1996 a Brescia. Fin da bambina, gli altri la percepiscono come una persona introversa, ma dentro di sé non si è mai sentita tale. Ama osservare il mondo con attenzione, apprendendo attraverso i suoi occhi e le sue orecchie. Si è sempre vista come un libro pieno di colori, disegni e aforismi. A soli 13 anni intraprende il percorso da grafico pubblicitario, ma a 19 anni si rende conto che le manca qualcosa: il contatto con la materia e la realtà fisica. Decide così di dedicarsi al disegno e di sperimentare nuove tecniche pittoriche, ma fatica a trovare la propria essenza artistica. Entra in un periodo di rinuncia, costruendo una vita che non le appartiene, priva di colori e significato. Sente il bisogno di fermarsi, di conoscersi davvero e di mettere tutto in discussione. È durante un pomeriggio, leggendo un libro di Osho, che qualcosa dentro di lei si riaccende. Inizia così a dipingere mandala, lasciando da parte la razionalità per seguire l’istinto. Nei suoi quadri prendono vita colori vivaci, simboli e tecniche che si intrecciano liberamente. Oggi si definisce un’artista visiva, con una profonda passione per temi come la libertà, la forza interiore e il superamento degli ostacoli. L’arte diventa il suo strumento di espressione, il mezzo attraverso cui rompe gli schemi imposti dalla società. Con le sue opere invita gli altri a riflettere e a riscoprire la propria autenticità. Il suo ultimo lavoro rappresenta la determinazione di oltrepassare i limiti, raccontando una storia di forza e introspezione.

Cos’è l’arte per te?

Per me, l’arte è libertà. È il linguaggio attraverso cui posso esprimere la mia identità, le mie emozioni più profonde e il mio desiderio di uscire dagli schemi imposti dalla società. È il mezzo con cui riesco a trasformare le difficoltà in forza e a raccontare storie di determinazione, introspezione e rinascita. L’arte è la mia voce, il mio rifugio e il mio modo di immaginare e costruire una realtà più autentica.

Come descriveresti il tuo stile artistico in poche parole?

Un’esplosione di emozioni (colori) e introspezione (simboli) caratterizzata da una potente ricerca di libertà e autenticità. Un viaggio visivo che sfida i limiti e trasmette forza, vulnerabilità e determinazione.

Quali artisti o correnti artistiche hanno influenzato maggiormente il tuo percorso?

Hanno influenzato maggiormente il mio percorso artistico: Andy Warhol per la forza visiva della Pop Art, Frida Kahlo per la potenza emotiva e introspezione e Jean-Michel Basquiat per la fusione di simboli e messaggi forti legati all’identità e alla ribellione.

Cosa rappresentano per te i mandala e perché hai scelto questa forma d’arte?

I mandala rappresentano per me un viaggio interiore, un equilibrio tra ordine e caos. Attraverso le loro forme concentriche e simboliche, riesco a esplorare il mio mondo interiore, trasformando emozioni e pensieri in qualcosa di visibile e armonico. Ho scelto questa forma d’arte perché mi permette di esprimere la mia ricerca di autenticità e libertà, invitando chi li osserva a connettersi con sé stesso.

Come avviene il tuo processo creativo? Parti da un’idea precisa o lasci spazio all’istinto?

Il mio processo creativo è un mix di riflessione e intuizione. Spesso parto da un’idea o da un’emozione che sento forte dentro di me, ma lascio anche spazio all’intuito, permettendo che l’opera si sviluppi in modo spontaneo. Mi piace seguire la mia ispirazione senza forzare troppo la direzione, così da lasciare che l’arte prenda vita e mi sorprenda. Ogni pezzo è un’esplorazione, un viaggio che mi porta a scoprire nuove sfumature della mia stessa creatività.

Quale significato hanno i colori nelle tue opere e come li scegli?

Ogni colore ha un ruolo ben preciso: alcuni trasmettono energia e vitalità, altri introspezione o calma. La scelta dei colori non è mai casuale, ma avviene in modo istintivo, in base a come mi sento o a ciò che voglio comunicare in quel momento. I colori diventano così il linguaggio visivo che mi permette di raccontare storie interiori, sfumature della mia personalità e dei miei pensieri.

Qual è stata l’opera più significativa che hai realizzato finora e perché?

L’ opera più significativa per me è l’ultima foto intitolata “Risveglio”. Ho voluto rappresentare la complessità della società odierna, ma al tempo stesso la via d’uscita. È stata una sfida con me stessa perché volevo che il quadro parlasse da sé, che riflettesse con l’uso di colori vivaci e forme geometriche la mia ribellione interna a questi schemi.

Come vorresti che il pubblico si sentisse osservando i tuoi lavori?

Spero che chi osserva i miei lavori possa sentirsi libero di esplorare la propria forza, vulnerabilità e autenticità, trovando nei colori, nelle forme e nei simboli una riflessione di sé stesso. In questo modo, l’arte diventa un’esperienza condivisa, in cui l’osservatore può scoprire qualcosa di nuovo su di sé, proprio come faccio io nel creare.

Hai mai affrontato un blocco creativo? Come lo hai superato?

Si mi è successo di aver un blocco creativo. L’ho superato fermandomi. Si sblocca quando mi permetto di lasciare andare la pressione e di essere in sintonia con me stessa, lasciando che l’ispirazione torni in modo naturale.

Cosa significa per te “rompere gli schemi imposti dalla società” attraverso l’arte?

Per me, ”rompere gli schemi imposti dalla società” significa liberarsi dalle aspettative e dai limiti che spesso la società ci impone su come dovremmo pensare, vivere e creare. Attraverso l’arte, cerco di esplorare e rappresentare la mia visione personale, senza cedere alle convenzioni. È un atto di resistenza e di liberazione, che invita sia me che il pubblico a riflettere su cosa significhi essere veramente liberi di esprimere sé stessi senza paura del giudizio o della conformità.

Quali sono i tuoi progetti futuri o le tematiche che vorresti esplorare nelle prossime opere?

Vorrei lavorare su installazioni più immersive, in modo da coinvolgere il pubblico non solo visivamente, ma anche emotivamente, creando un’esperienza che li faccia riflettere sulla propria realtà. Inoltre, vorrei approfondire l’uso di materiali diversi, cercando di unire l’arte tradizionale con quella più sperimentale. Non mi piace pianificare troppo rigidamente, ma sento che c’è un cammino da percorrere in cui l’evoluzione sarà naturale e spontanea, come un processo continuo di crescita. Mi piacerebbe anche esplorare il mondo dei murales, portando la mia arte direttamente nelle strade. I murales sono un potente mezzo di comunicazione visiva che permette di trasformare lo spazio urbano, creando connessioni emotive e sociali con chi li osserva.

Descriviti in tre colori.Magenta, giallo e blu.

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