DEBORAH ANGELILLO

DEBORAH ANGELILLO

Deborah Angelillo nasce a Noci (Ba) nel 1986. Sin da piccola ha avuto modo di vivere l’arte circondata da libri di pittura e colori, nutrendo così la passione per il disegno e il pastello, la matita, gli acquerelli e la pittura acrilica. Pittrice autodidatta, si esprime attraverso l’arte pittorica e la fotografia. Realizza opere prevalentemente su tela ed anche su barrique. I colori sono acrilici, con applicazioni materiche, tessuti impregnati di collante, cartapesta. Sperimenta e ricerca con passione l’uso di nuove tecniche. Nell’ultimo anno crea opere di denuncia attraverso l’arte del collage e si appassiona alla tecnica della “Coffee Art”. Il suo lavoro si concentra sul segno preciso, ma anche sul colore. La pittura è una fusione cromatica, materica e segnica, suggestiva ed affascinante. Numerose le presenze in diverse mostre e concorsi italiani, tra queste la selezione alla biennale “ROMART”; La partecipazione all’evento gara di stampo medievale, unicum nel sud Italia, de “Il palio delle botti” in Gioia del Colle(Ba), dipingendo in varie edizioni barrique di vinicole. Recente la selezione e partecipazione al concorso “ Premio artista della storia” in Roma, a cura di Effetto Arte e dell’artista Josè Van Roy Dalì.

Cos’è per te l’arte?

L’arte per me è un mezzo di comunicazione. È il canale attraverso il quale esprimo il mio mondo    interiore. Quando dipingo, sono completamente assorta, estraniandomi dalla realtà che mi circonda. Riesco così a trasferire su tela, con linee e colori, le mie emozioni.

Quale è stato il momento o l’evento che ha consolidato la tua decisione di dedicarti all’arte in maniera così intensa e personale?

Il momento che ha decretato la mia dedizione all’arte, risale alla mia fanciullezza, quando in compagnia dei miei genitori, anche loro pittori e disegnatori, li osservavo estasiata, all’opera. Ho scoperto così la mia vocazione ed ho cominciato ad imparare a disegnare… In quelle circostanze ho capito che l’arte mi avrebbe accompagnato per la vita.

Essendo un’artista autodidatta, quali sono state le principali difficoltà che hai incontrato nel tuo percorso e come le hai superate?

Pur essendo autodidatta non ho mai incontrato particolari difficoltà. Ho semplicemente assecondato la mia natura e lasciato che la mia arte affiorasse spontaneamente. Con il tempo ed il passare degli anni , ho affinato le tecniche pratiche, osservando i maestri ma anche esercitandomi, sperimentando nuove vie e studiando attraverso i libri del settore. È sempre tutto avvenuto in maniera naturale.

La tecnica della “coffee art” è un aspetto originale del tuo lavoro. Cosa ti ha ispirato ad adottarla e cosa cerchi di esprimere attraverso questa tecnica?

Alla tecnica della coffee art mi sono appassionata casualmente. Un giorno mentre ero in procinto di realizzare una nuova opera, sbadatamente ho rovesciato una tazzina di caffè su una tela immacolata. Da lì l’idea di utilizzare il caffè come acquerello. Successivamente ho ricercato e approfondito questa tecnica, scoprendo che era già esistente da anni, sebbene poco conosciuta. La tecnica è davvero eccezionale in quanto unisce le emozioni visive a quelle olfattive, amplificando magicamente le percezioni sensitive!

Come nascono le tue opere di denuncia realizzate con la tecnica del Collage? Quali temi affronti e quale è il messaggio che desideri trasmettere?

Sono molto attenta a tutto quello che accade nel mondo. Viviamo tempi difficili quasi quotidianamente i media ci aggiornano sulle atrocità che accadono in ogni parte del globo. L’opera intitolata “free thought survives death” con la tecnica mista del collage/acrilico/matita, è nata in un attacco d’arte nel febbraio 2024 alla notizia della morte in “circostanze misteriose”, del dissidente russo alexey navalny, conclamato oppositore di putin, avvenuta nel carcere russo dove era detenuto. Una delle mie ultime opere di denuncia a cui tengo particolarmente è “humanity on”sui tragici fatti che stanno avvenendo nella striscia di gaza. Personalmente mi limito ad esprimere ciò che colpisce la mia sensibilità più profonda ed a cercare di portare ad una riflessione lo spettatore che osserva la mia opera.

Hai realizzato opere su barrique per eventi come “il palio delle botti”. Quanto è importante per te il legame tra arte e tradizione locale?

Il legame tra arte e tradizione è per me molto importante, visto che le tradizioni locali sono espressione delle radici a cui appartengo.

La tua arte sembra unire segno, colore e materia in modo unico. Qual è il processo creativo che segui per arrivare a una fusione così suggestiva?

Arriva un momento in cui sento di essere ispirata. Comincio a pensare e ad avere delle idee. L’ispirazione nasce dalle emozioni, lascio che la mia sensibilità raccolga tutte le mie emozioni, belle e brutte. Le mie opere d’arte nascono e si assemblano prima di tutto nella mia mente. Cerco poi di concretizzare il tutto nel mio studio. Quando sento di essere pronta, prendo tela e colori e lascio che le immagini nella mia mente si materializzino. È un lavoro lungo ed impegnativo e prima che arrivi il momento dell’“ultimo tocco” è un continuo lavoro di ritocchi e piccole modifiche.

Partecipare a concorsi come il “premio artista della storia” curato da effetto arte è sicuramente significativo. Cosa hai imparato da queste esperienze?

È una soddisfazione sapere che una tua opera, un pezzo di anima, è stata selezionata, apprezzata e compresa. Sono esperienze indescrivibili perché hanno a che fare con la sfera emotiva. È sempre una ricchezza confrontarsi con altri colleghi con i quali condividere esperienze e tecniche.

9)quali materiali o tecniche sperimentali ti appassionano maggiormente in questo momento e come pensi di integrarle nel tuo lavoro futuro?

In questo momento della mia vita sono ancora più attratta da mondo del “materico”. Dare una tridimensionalità maggiore alle mie creazioni, magari modellando con le mie mani! Attualmente sono in fase sperimentata nel creare materiali da fondere con la tela e la mia pittura.

In che modo la tua terra di origine, noci e la puglia, influenza la tua arte? Ci sono colori, simboli o tradizioni che ricorrono nei tuoi lavori?

Penso che la mia arte possa indirettamente riflettere un mondo ricco e unico come quello pugliese, portando alla luce quei dettagli e quelle emozioni che solo chi vive in un luogo meraviglioso come questo può davvero comprendere e comunicare.

Quali sono i tuoi obiettivi futuri come artista? Hai progetti specifici o tecniche che desideri.

Il mio obiettivo primario come artista è senza ombra di dubbio quello di continuare ad esprimermi, a dar sfogo alla mia creatività ed alle mie idee; ad avere sempre quella scintilla che mai voglio perdere e che sempre mi auguro arda dentro di me! Il processo creativo è parte di questa scintilla, fa sognare, inventare, costruire cose mai viste. Porta visioni nuove, apre sentieri mai percorsi prima, creano collegamenti… Mi fa sentire viva! Dal punto di vista pratico parteciperò sicuramente a nuovi contest… Al momento sto vagliando alcune richieste arrivate per esporre in mostre di rilievo in Italia ed all’estero.

Descriviti in tre colori.

Verde acqua: un colore che mi fa sognare.

Bianco: come il candore e la purezza.

Giallo: lucente ed energico, simbolo di vitalità.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *