ELIS GNOATO

ELIS GNOATO

Elis, nato a Vicenza nel 1977, Elis Gnoato ha sempre nutrito una profonda passione per l’arte, un interesse che lo ha accompagnato fin dall’infanzia. Dopo aver frequentato un istituto d’arte, ha esplorato diverse forme espressive prima di intraprendere una carriera lavorativa che lo ha portato a vivere all’estero per vent’anni. Questa esperienza internazionale ha arricchito la sua visione creativa, ampliando le sue fonti di ispirazione e affinando il suo linguaggio artistico. Diviso oggi tra l’Italia e il resto del mondo, ha scelto di dedicarsi completamente alla sua vera vocazione: l’arte. Il suo stile si colloca tra l’astratto e il figurativo, caratterizzato da un forte impatto tridimensionale e materico, reso possibile dall’uso sapiente di materiali diversi. Le sue opere evocano un dialogo tra forme e superfici, ispirandosi a elementi naturali come il mare, gli alberi e le piante, ma anche al mondo del design e dell’architettura. Ogni creazione è concepita per suscitare emozioni profonde, trasformando lo spazio in cui è collocata in un ambiente vivo e carico di significato. Attualmente, Elis espone in mostre locali e in ambienti dedicati all’arte, con l’obiettivo di espandere il proprio pubblico e raggiungere nuovi orizzonti. Sempre alla ricerca di nuove collaborazioni, aspira a lavorare con interior designer e architetti, integrando le sue opere in progetti abitativi e spazi espositivi, per donare agli ambienti un’identità unica e coinvolgente.

Cos’è per te l’arte?

L’arte è il mio linguaggio più autentico, il mezzo con cui esprimo emozioni, pensieri e sensazioni che spesso le parole non riescono a catturare. È ricerca, sperimentazione e soprattutto un ponte tra il mio mondo interiore e chi osserva le mie opere.

Come ha influenzato la tua esperienza all’estero la tua visione artistica e il tuo approccio alla creazione?

Vivere all’estero per tanti anni mi ha permesso di entrare in contatto con culture, estetiche e materiali diversi. Questo ha ampliato il mio sguardo, rendendolo più libero e aperto alla contaminazione tra stili e tecniche. Ho imparato a vedere l’arte come qualcosa di universale, capace di adattarsi e trasformarsi in base al contesto e alle esperienze vissute.

Il tuo stile combina elementi astratti e figurativi con un forte impatto tridimensionale. Qual è il processo creativo che ti porta a scegliere materiali e forme per le tue opere?

Mi lascio guidare dall’istinto e dalla materia stessa. Ogni materiale ha una propria energia, una consistenza e una storia da raccontare. Mi piace sperimentare, stratificare, creare profondità sia visiva che emotiva. Lavoro molto sulla tridimensionalità perché voglio che le mie opere siano vive, che interagiscano con la luce e con lo spazio circostante.

Hai citato il mare, gli alberi e le piante come fonti di ispirazione. C’è un luogo specifico che ha particolarmente influenzato il tuo immaginario artistico?

Il mare è sempre stato una costante nella mia vita, perché sono un velista sin da giovane. Navigare mi ha insegnato a osservare i dettagli, i riflessi, i contrasti tra luce e ombra. Anche le foreste e i paesaggi naturali mi affascinano: la texture della corteccia, il movimento delle onde, il vento tra le foglie sono elementi che cerco di tradurre nei miei lavori.

Come vedi il rapporto tra arte e design? Quale pensi sia il valore aggiunto che le tue opere possono portare agli spazi abitativi?

Arte e design si completano: l’arte dà anima agli spazi, li rende unici, mentre il design crea armonia ed equilibrio. Le mie opere possono trasformare un ambiente, dargli profondità e carattere. Mi piace l’idea di collaborare con interior designer per creare pezzi che dialoghino con lo spazio e con chi lo vive.

Qual è il messaggio principale che vuoi trasmettere attraverso la tua arte? C’è un’emozione o un concetto ricorrente nelle tue creazioni?

Voglio evocare emozioni autentiche, che variano da opera a opera. A volte è il senso di meraviglia di fronte alla natura, altre volte è un’energia più intensa e dinamica. La tridimensionalità aiuta a creare un’esperienza sensoriale che cambia in base alla luce e all’angolazione, rendendo ogni osservazione diversa.

Esponi attualmente in mostre locali, ma hai in programma di portare le tue opere anche su un palcoscenico internazionale?

Sì, l’obiettivo è quello di ampliare sempre di più il mio pubblico. Le prime mostre locali sono state fondamentali perché mi hanno permesso di capire su quali forme concentrarmi, vedendo l’enorme interesse del pubblico. Questo mi ha dato ulteriore conferma della direzione da seguire. Ora voglio portare le mie opere anche su scenari internazionali, in contesti che sappiano valorizzarle.

Se dovessi descrivere la tua evoluzione artistica fino ad oggi, quali sono stati i momenti o le opere che hanno segnato un cambiamento nel tuo percorso?

Il momento più significativo è stato quando ho deciso di riprendere la mia vocazione artistica con determinazione. Da lì, ho iniziato a esplorare nuove tecniche e materiali, dando più spazio alla tridimensionalità. Ogni opera segna un passaggio, una scoperta, un’evoluzione del mio linguaggio.

Collaborare con interior designer è uno dei tuoi obiettivi. Hai già avuto esperienze in questo campo o un progetto che vorresti realizzare?

Ho avuto alcune collaborazioni e vorrei approfondire questo aspetto. Mi interessa creare opere su misura che si integrino con gli ambienti, rendendoli unici e ricchi di personalità.

Come ti approcci al pubblico? Ti interessa più la reazione emotiva dell’osservatore o l’interpretazione personale che ognuno può dare alle tue opere?

Mi interessa che l’osservatore provi qualcosa, che ci sia un dialogo tra lui e l’opera. Non cerco di imporre un significato preciso, ma voglio che chi guarda trovi la propria chiave di lettura, il proprio legame con l’opera.

Guardando al futuro, c’è una tecnica o un materiale che vorresti sperimentare nelle tue prossime creazioni?

Sicuramente la scultura è nei miei pensieri. Mi affascina l’idea di lavorare ancora di più sulla tridimensionalità e sulla materia, esplorando nuove soluzioni espressive.

Descriviti in tre colori.

Blu, per il legame con il mare e la profondità delle emozioni.

Nero o bianco, per il contrasto, la forza e l’essenzialità delle forme.

Oro, per la luce, l’energia e il valore che voglio dare alle mie opere.

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