Nata nel 1980, con la testa tra le nuvole ma i piedi ben piantati per terra, Elvy De Giorgi – meglio conosciuta come Abbastanza Tannica – ha trasformato la sua passione per il vino in una vera e propria missione. La sua carriera ha avuto inizio nel mondo della contabilità, lavorando in uno studio legale, un ambiente che le ha dato stabilità ma che non ha mai placato la sua sete di scoperta. Da sempre affascinata dall’enologia, ha sentito crescere dentro di sé il desiderio di approfondire questo universo, finché un incontro casuale con un amico sommelier ha acceso una scintilla destinata a cambiare il suo percorso. Spinta da questa nuova consapevolezza, ha deciso di iscriversi a un corso AIS a Lecce per diventare sommelier. Da quel momento, le degustazioni di vino sono diventate non solo una passione, ma un vero e proprio stile di vita. Con determinazione, è riuscita a conciliare il suo lavoro principale con questa nuova vocazione, continuando a formarsi attraverso master in marketing e vendita del vino, nonché in social media management specifico per il settore enologico. Oggi aiuta cantine, enoteche e ristoranti a sviluppare strategie digitali, a formare il personale e a creare carte dei vini su misura. L’amore per il mondo del vino l’ha portata a ideare e organizzare eventi a tema, wine tour ed esperienze sensoriali uniche. Attraverso degustazioni coinvolgenti e tour in auto d’epoca, permette agli appassionati di scoprire il Salento più autentico, raccontando la storia dietro ogni bottiglia. Tra le sue ultime iniziative spicca il Wine Casino, un format innovativo che sta riscuotendo grande successo: un’esperienza ludica che unisce il piacere della degustazione alla scoperta dei vini alla cieca, trasformando l’apprendimento in un gioco. La sua storia è la dimostrazione di come il vino possa arricchire la vita, creando connessioni autentiche e dando vita a esperienze indimenticabili.
Cosa ti ha affascinato del mondo del vino al punto da decidere di farne una parte fondamentale della tua vita?
il gioco dei sensi: il vino non è solo da bere, è da scoprire, da analizzare, da vivere. Ogni bottiglia è un viaggio: dentro c’è la terra, il clima, la mano di chi lo produce e la cultura di un territorio, ho sempre trovato affascinante il modo in cui il vino riesca a connettere le persone.
Come riesci a bilanciare il tuo lavoro principale con la tua attività nel settore enologico? Quali sono le maggiori sfide?
Il lavoro è una parte fondamentale della mia vita, non saprei farne a meno, in ufficio do sempre il massimo. La mia attività nel mondo del vino è la parte colorata, in cui posso esprimere me stessa, mi porta via un dispendio non indifferente di energie ma mi fa sentire viva, creativa e mi da tante soddisfazioni ed è in queste cose che trovo la forza di portare questi progetti.
Hai un vino o una tipologia di vino che ti rappresenta particolarmente? Se sì, perché?
Un Negroamaro, un vitigno forte, radicato nella mia terra, la Puglia, e capace di esprimere sia potenza che eleganza. Perché è estremamente versatile: può essere rosso strutturato, rosato fresco e intrigante, e persino vinificato in bianco con risultati sorprendenti. Questa sua capacità di adattarsi e stupire rispecchia molto il mio approccio nel mondo del vino: sempre alla ricerca di nuovi modi per coinvolgere, educare e divertire chi partecipa ai miei eventi.
Qual è stata l’esperienza più significativa che hai vissuto durante un wine tour o una degustazione?
Adoro ascoltare le storie che ci sono dietro ad una bottiglia o ad un produttore, ogni wine tour e degustazione sono una scoperta.
Come è nato il format Wine Casino e quali sono le reazioni più curiose che hai ricevuto dai partecipanti?
Il Wine Casino è nato dal desiderio di rendere la degustazione un’esperienza più coinvolgente, interattiva e divertente. Ho sempre creduto che il vino non debba essere solo “spiegato”, ma vissuto, e così ho pensato: perché non trasformarlo in un gioco? L’idea è quella di mettere alla prova i sensi dei partecipanti con degustazioni alla cieca, sfide, domande a sorpresa e piccole scommesse sul riconoscimento di vitigni, annate e caratteristiche dei vini. È un modo per imparare divertendosi, senza la rigidità di una degustazione tradizionale. Le reazioni più curiose? Ce ne sono tante! C’è chi, convinto di riconoscere il proprio vino preferito, finisce per sceglierne un altro completamente diverso. Oppure chi, da scettico totale, si ritrova a scoprire un mondo nuovo e a fine serata mi dice: “Non pensavo di potermi appassionare così al vino!” Ma la cosa più bella è vedere la competizione che si accende tra amici e coppie—certe sfide diventano davvero agguerrite!
C’è un vino che ha segnato un momento speciale nella tua vita?
Uno in particolare, lo ricorderò per tutta la vita perché ne ho bevuto troppo e non è un ricordo piacevole.
Il vino è anche comunicazione e racconto. Quali strategie utilizzi per trasmettere la cultura enologica al pubblico attraverso i social media?
il vino è emozione, storia, esperienza. Per questo, sui social, non mi limito a descrivere un vino, ma cerco di raccontarlo in modo coinvolgente, accessibile e mai noioso e soprattutto cerco di essere leggera con una comunicazione accessibile a tutti. Storytellig, post interattivi, reel simpatici, coinvolgimento della community e avvicinamento al vino in chiave giocosa. Il vino è per tutti.
Quali sono le caratteristiche che cerchi in un vino per renderlo protagonista di una delle tue degustazioni?
Non basta che sia buono: deve emozionare, incuriosire e lasciare il segno. Devono avere PERSONALITA’, TERRITORIALITA’, CAPACITA’ DI STUPIRE. Cerco etichette che possano affascinare sia il neofita che l’appassionato, creando un’esperienza inclusiva e coinvolgente per tutti.
Come vedi il futuro della comunicazione enologica? Pensi che i social e le nuove tecnologie cambieranno il modo di vivere il vino?
Il futuro della comunicazione enologica sarà sempre più digitale, esperienziale e interattivo. I social media e le nuove tecnologie stanno già cambiando il modo in cui viviamo il vino, e credo che questa tendenza continuerà a evolversi in modi entusiasmanti. I social e le nuove tecnologie non sostituiranno mai il piacere di bere un buon vino in compagnia, ma offriranno strumenti sempre più potenti per raccontarlo, diffonderne la cultura e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Hai nuovi progetti o idee che vorresti sviluppare nel prossimo futuro nel mondo del vino?
Ogni giorno idee nuove.
Descriviti in tre vini o vitigni.
NEGROAMARO – Radicato nella mia terra, la Puglia, forte e autentico. Come questo vino, amo la tradizione ma con un tocco di modernità, sempre pronta a sperimentare e a stupire.
TRENTODOC – Elegante, frizzante e pieno di energia. Perfetto per rappresentare il mio entusiasmo nel comunicare il vino e nel creare eventi che lasciano il segno.
PETIT VERDOT – Sa sorprendere con il suo carattere deciso e la sua struttura potente. Mi rivedo in lui perché è determinato, intenso e con una personalità ben definita.





