FEDERICA D’AMBROSIO

FEDERICA D’AMBROSIO

Federica, 25 anni, ha sempre coltivato una profonda passione per la pittura, il disegno a penna Bic e l’arte in tutte le sue forme. Ha trasformato questo amore in una professione, dando vita a storie uniche attraverso il tatuaggio. Ogni progetto nasce dal dialogo con chi si affida a lei, che sia un simbolo ricco di significato o un semplice elemento decorativo. Ha iniziato a tatuare a 18 anni e da allora il suo percorso l’ha portata a viaggiare, confrontarsi con artisti e colleghi in diverse città italiane e oltre i confini nazionali. Ogni esperienza ha arricchito il suo bagaglio culturale e artistico, alimentando una crescita continua. Crede che l’arte sia un viaggio senza fine e ama condividerlo con chi la segue. Su Instagram racconta il suo mondo, fatto di creatività, ricerca e passione. Per lei, tatuare non è solo un lavoro, ma un’espressione autentica di ciò che ama di più: l’arte in tutte le sue forme.

Cos’è per te l’arte?

L’arte, per me, è tutto. È qualsiasi forma di espressione che permetta a una persona di raccontare sé stessa, un momento della sua vita o anche solo una sensazione. Può essere un tatuaggio, un dipinto, un disegno… qualsiasi cosa che trasmetta emozioni.

Cosa ti ha affascinato del tatuaggio al punto da farne il tuo lavoro? C’è stato un momento preciso in cui hai capito che sarebbe stata la tua strada?

Il tatuaggio racchiude la storia o un momento significativo della vita di una persona, ma può anche rappresentare un concetto più astratto o semplicemente un piacere estetico. Ho capito che sarebbe stato il mio lavoro quando ho realizzato che l’arte, in ogni sua forma, è sempre stata parte di me. Partendo dal disegno, ho sempre investito emozioni in quello che facevo. Mi piace capire le persone, andare a fondo nei loro desideri, e credo che l’empatia sia fondamentale in questo mestiere. Interpretare ciò che il cliente vuole esprimere e riuscire a realizzarlo è una grande soddisfazione. Vedere qualcuno felice per il mio lavoro mi ripaga di tutto: è una sensazione impagabile.

Il disegno con la penna Bic è una tecnica particolare e molto dettagliata. In che modo questa esperienza ha influenzato il tuo stile nel tatuaggio?

Disegnare con la penna Bic mi ha dato un’impronta più netta e decisa. Ho scelto di esercitarmi con questa tecnica perché sapevo che mi sarebbe stata utile sia per il tatuaggio che per il freehand. Non utilizzo una base a matita, disegno direttamente con la penna, senza possibilità di errore. È un ottimo allenamento per chi tatua, almeno per me lo è stato, e mi ha aiutata moltissimo a migliorare la precisione e la sicurezza nel tratto.

Quando crei un tatuaggio per qualcuno, come bilanci la tua visione artistica con il significato personale che il cliente vuole esprimere?

Quando progetto un tatuaggio, cerco di comprendere il più possibile ciò che il cliente desidera rappresentare. Preparo diverse bozze, in modo che possa scegliere quella che sente più sua. È fondamentale che sia sicuro al 100% della decisione, ma soprattutto che il risultato finale corrisponda esattamente a ciò che aveva immaginato.

Hai viaggiato e lavorato in diverse città, anche all’estero. C’è un luogo o un’esperienza che ha lasciato un segno particolare nel tuo percorso artistico?

Ho viaggiato molto, nonostante la mia giovane età, e ogni esperienza – sia positiva che negativa – mi ha fatto crescere sia a livello artistico che personale. Ogni luogo visitato mi ha lasciato qualcosa, mi ha aiutata a capire dove e come poter esprimere al meglio la mia arte. Sono grata a tutte le esperienze vissute, perché mi hanno permesso di affinare il mio percorso e di capire cosa fosse davvero giusto per me.

Ci sono artisti, tatuatori o pittori che hanno influenzato il tuo stile o il tuo approccio all’arte?

Seguo molti artisti e cerco sempre di imparare da chi ha più esperienza di me. Ammiro tantissimo altri tatuatori e pittori perché credo che il confronto sia essenziale per crescere, affinare il proprio stile e sviluppare una tecnica personale.

Preferisci lavorare su soggetti e simboli più intimi e significativi o ti piace sperimentare anche con progetti puramente estetici?

Per una questione di soddisfazione personale, preferisco realizzare tatuaggi che abbiano un significato profondo, che raccontino una storia. Tuttavia, mi piace anche soddisfare le richieste di chi desidera un tatuaggio puramente estetico. Fa comunque parte del mio lavoro e contribuisce ad arricchire il mio bagaglio artistico.

Qual è stata la sfida più grande che hai affrontato nel tuo percorso di tatuatrice e come l’hai superata?

La sfida più grande è stata far accettare il tatuaggio come un vero e proprio lavoro e riuscire a farmi spazio in un mondo già saturo di artisti di talento. Distinguersi, farsi notare e saper gestire critiche e opinioni contrastanti non è semplice, ma credo che la diversità sia la vera ricchezza. Ognuno sceglie il proprio percorso e il modo in cui affrontarlo.

C’è un tatuaggio che hai realizzato e che ti ha emozionato particolarmente per la storia che raccontava?

Più di uno, in realtà. Ogni tatuaggio, anche quello puramente decorativo, porta con sé una storia o un significato per chi lo sceglie. È questo che lo rende speciale.

L’arte è in continua evoluzione. Hai in mente di esplorare nuove tecniche o stili nel tatuaggio o in altri ambiti artistici?

Assolutamente sì. Credo che non si smetta mai di imparare e sperimentare. Ho ancora tanta strada da fare e voglio continuare a esplorare nuovi stili e tecniche, sia nel tatuaggio che in altre forme d’arte.

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