FLAVIO PALAZZINA

FLAVIO PALAZZINA

Flavio, nato a Torino e residente nella prima cintura, si definisce un “compositore astratto di colori”. Dopo un periodo dedicato alla poesia e alla scrittura, ha scoperto la pittura nel 2020, durante la pandemia, avvicinandosi inizialmente alla tecnica del puntinismo e della dot art. Un’infiammazione alla spalla lo ha spinto a trasformare il suo approccio artistico, portandolo verso una pittura più istintiva e libera, basata sul fluire spontaneo dei colori. Ha partecipato a numerose mostre collettive in tutta Italia, tra cui Paratissima a Torino, Liquid Sky 2 a Genova e Premio Odoardo Toti al Senato della Repubblica a Roma. Il suo percorso continua con nuove esposizioni, tra cui Lo Stato dell’Arte ai tempi della 60° Biennale di Venezia.

Cos’è per te l’arte?

L’arte è tutto ciò che provoca quel meraviglioso sussulto che riesce ad infilarsi fra occhi e cuore. Sotto forma di impatto estetico creato o sotto forma di espressione di idee, sentimenti ed emozioni.

Il passaggio dalla dot art a una pittura più libera ha cambiato il tuo modo di vedere l’arte? Ti capita ancora di tornare alla precisione del puntinismo?

 Il passaggio dalla dot art alla pittura astratta non ha cambiato in alcuna maniera, il mio modo di vedere l’arte perchè rimane comunque e sempre arte, cambia unicamente la modalità espressiva, la tecnica, l’uso degli strumenti. Dipingere continua a darmi grandissime emozioni, portandomi ad una sorta di trance meditativa nell’attimo in cui mi approccio a sfiorare una nuova tela con il colore. Ho amato il puntinismo e la creazione dei mandala nel momento in cui sentivo la necessità di rallentare la mente durante e immediatamente dopo quel periodo buio e angosciante del Covid.  Ricominciando a vivere la nuova era successiva alla pandemia, perchè di nuova era si tratta, ho semplicemente ascoltato le esigenze fisiche del mio corpo. Avevo bisogno di liberarmi dalla staticità di quello stile di pittura, avevo bisogno di fare fluire i colori nel guizzo dell’improvvisazione. 

I colori che usi hanno un significato preciso o seguono solo l’istinto del momento? Ci sono tonalità che ritornano spesso nelle tue opere?

 Generalmente scelgo i colori a caso, osservo la tela, osservo i tubetti dei colori, anche le loro colature e poi scelgo. Non ci sono colori che ritornano in modo particolare però amo il blu e tutte le sue sfumature.

Quanto c’è di pianificato nel tuo processo creativo? Parti da un’idea precisa o lasci che siano i colori a guidarti?

 Io sperimento, provo, paciocco come piace dire a me, abbino colori. E sperimentando a volte necessito di pianificare in linea di massima il processo creativo. Ma spesso il lato “folle”, libero, ha la meglio sulla pianificazione e allora lascio che le forme e gli accostamenti, fluiscano liberamente.

Tra le tante mostre a cui hai partecipato, ce n’è una che ha avuto un impatto particolare sul tuo percorso? Perché?

 La prima mostra a cui ho partecipato nel 2023 è stata Paratissima a Torino. È stato mio figlio ad insistere perchè la facessi. È stato il mio primo impatto con il mondo dell’arte fuori dalle mura di casa. Una bellissima esperienza di confronto, di condivisione, di conoscenza, anche di riconoscimento per me inaspettato. Ho avuto comunque sempre la fortuna di imbattermi in persone che in un modo o nell’altro hanno aggiunto, hanno condiviso, mi hanno donato pezzi del loro bagaglio di esperienza e di professionalità.

C’è un’emozione o un messaggio che speri il pubblico colga quando guarda i tuoi lavori?

Per un certo periodo della mia vita sono stato un verseggiatore, poeta è un titolo altisonante che non mi appartiene, e tutto ciò che mi auguravo quando le persone leggevano i miei versi, era che in qualche modo le parole, pur nella difficoltà della loro comprensione, potessero colpire, potessero frullare nella mente e aprire mondi in cui la fantasia li gettasse lontani dalla razionalità, dalla realtà spiccia. E la stessa cosa mi auguro anche adesso quando il pubblico guarda le mie opere astratte. 

Descriviti in tre colori.

Rosso che è passione. Passione verso tutto ciò che quotidianamente è meraviglia e che riesce a salvarci dall’immondizia del mondo.

Blu che è il colore del cielo e del mare, dell’armonia, della spiritualità e del mistero.

Rosa che è il colore della parte femminile che è in me e dell’amore. 

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