LAURA MUOLO

LAURA MUOLO

Laura (Milano, 1975) è un’artista autodidatta che dal 2013 esplora il mondo dell’arte, inizialmente attraverso la grafite, con cui ricerca il realismo dei volti, per poi sperimentare con pastelli e pittura. La sua produzione artistica si distingue per una costante ricerca sul senso degli eventi della vita umana, sulla trasformazione che essi generano nell’inconscio e sulla memoria che ne deriva. I suoi dipinti figurativi raccontano storie attraverso ritratti che emergono da scenari onirici e simbolici, in cui le ombre diventano voci silenziose del pensiero interiore. Ha partecipato a numerose mostre collettive in Italia e all’estero, mentre le sue opere fanno parte di collezioni private in Stati Uniti, Australia, Giappone, Francia, Germania, Belgio, Irlanda e Italia. Ha allestito tre mostre personali: nel 2019 presso il Teatro Comunale di Montescudo (RN) e la Galleria Arte e Vacanze di Punta Marina (RA), e nel 2023 nel Palazzo dei Priori di Volterra. Nel 2015 ha collaborato con la scrittrice Nadezhda Giorgieva Slavova per la copertina del libro di poesie Notturno, mentre nel 2023 il suo dipinto Suggestioni Temporali è stato scelto per il libro Filosofia autobiografica a scuola e all’università di Vanessa Albus e Volker Haase. Sempre nel 2023, è stata selezionata tra dieci artisti contemporanei per la mostra Piacere, non sono io presso il Museo Civico Ruzittu di Arzachena – Olbia, esponendo accanto a maestri come De Chirico, Magritte, Severini e Sironi. Il suo talento è stato riconosciuto con numerosi premi: è stata finalista al Premio Marchionni nel 2021, 2022, 2023 (vincendo il Premio delle Mostre Itineranti) e 2024, nonché al Premio Mestre di Pittura nel 2022 e 2024, anno in cui ha ricevuto un attestato di merito. Ha inoltre conquistato il secondo premio al Prisma Art Prize nel 2021, il Cash Prize al Malamegi Art Rome 2023 e il primo premio di pittura al concorso Dov’è il futuro della Galleria La Grande Bellezza di Volterra nel 2023, dopo aver vinto il terzo premio nel 2022 per Dov’è l’amore. Il percorso di Laura Muolo è un viaggio in continua evoluzione, alla ricerca di nuove forme espressive capaci di dare voce all’inconscio e alla memoria attraverso l’arte.

Cos’è per te l’arte? E come definiresti la tua?

L’arte, per me, è espressione pura: un modo per dare forma a ciò che si ha dentro, senza paura e senza limiti. È un linguaggio continuo, in grado di connettersi con chi guarda, smuovendo emozioni profonde. Definisco la mia arte come una materializzazione di pensieri incessanti, una visione di soggetti immersi in contesti surreali, in luoghi reconditi del mondo e del passato. Sono frammenti di storie che prendono vita e cercano di raccontarsi nella maniera più fedele possibile alla loro realtà.

Come è nato il tuo interesse per la grafite e cosa ti ha spinto poi a esplorare altri medium come il pastello e la pittura?

Fin da bambina ho sempre avuto una predilezione per il disegno: copiavo i visi che mi ispiravano dalle riviste, riempivo piccoli foglietti con storie e dialoghi, e da adolescente mi esercitavo con manuali di disegno. Poi c’è stato un lungo periodo di pausa, durato diversi anni, finché tredici anni fa ho ricominciato con prepotenza, disegnando volti ogni giorno fino a raggiungere un livello avanzato. Dopo due anni, la curiosità mi ha spinto a esplorare nuove tecniche, in particolare la pittura a olio. Avevo sempre pensato che i veri artisti fossero quelli capaci di dipingere e volevo essere una di loro.

I tuoi lavori spesso combinano realismo e simbolismo. C’è un tema ricorrente che senti particolarmente vicino o che ispira maggiormente la tua arte?

Il tema ricorrente è il ricordo. Sono affascinata da tutto ciò che risiede nella memoria di ognuno di noi: case abbandonate, vegetazione incolta… Quando le osservo, immagino le persone che ci hanno vissuto, le anime che sono passate di lì e che, in qualche modo, hanno lasciato il loro segno. Sono anche molto legata alla realtà nascosta, quella che non si vede in superficie ma si cela dietro le apparenze.

Cosa significa per te esporre accanto a maestri come De Chirico e Magritte? Ha influenzato il tuo modo di vedere l’arte?

Esporre accanto a giganti dell’arte è stata un’opportunità straordinaria, un premio che mi ha regalato una grande emozione. Mi sono sentita pervasa da meraviglia e gratitudine. Non ha cambiato il mio modo di vedere l’arte, perché credo che ogni artista abbia la propria strada da percorrere. Continuo semplicemente a camminare sulla mia, ponendomi sempre nuovi obiettivi.

Hai partecipato a molte mostre e ricevuto diversi riconoscimenti. C’è un premio o un evento che consideri particolarmente significativo per la tua carriera?

Non c’è un premio in particolare: ogni riconoscimento ricevuto è stato una sorpresa, un momento di gioia inaspettato. Quelli che avranno un vero peso nella mia carriera sono anche quelli che ancora devono arrivare. Ho bisogno di continue conferme per sentire di star crescendo come artista.

Quali sono i tuoi prossimi progetti o sperimentazioni artistiche? Hai in mente una nuova direzione da esplorare?

Ho diverse serie di dipinti in progetto, ma saranno una sorpresa per chi mi segue! Dal punto di vista tecnico, sto esplorando nuovi materiali e supporti per creare effetti inediti. Mi piace inserire elementi materici nei ritratti, amalgamandoli con la tela e la pittura: questo conferisce maggiore forza e autenticità all’opera.

Descriviti in tre colori.

Rosso – Simbolo di passione e determinazione, proprio come il mio approccio all’arte. I miei soggetti hanno spesso uno sguardo intenso, come se volessero raccontare la loro storia.
Rosa – Evoca la dolcezza e la malinconia, due elementi che amo esplorare nei volti e nelle espressioni.
Seppia – Rappresenta il mio amore per lo stile vintage e per la memoria, che è sempre al centro delle mie opere.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Diventare un’artista eccezionale, sia dal punto di vista tecnico che espressivo. Voglio superare ogni mio limite e, soprattutto, avere il tempo e la libertà di dedicarmi completamente alle mie creazioni.

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