Nata in Brasile nel 1996, è cresciuta tra giochi all’aria aperta, danze sotto la pioggia e arrampicate sugli alberi per raccogliere frutti maturi. Fin da bambina ha mostrato un’anima riservata e creativa, esprimendosi attraverso lavori manuali sempre nuovi e originali. A 13 anni si trasferisce in Italia, a Sanremo, dove completa il liceo scientifico. Durante quegli anni il tempo per la creatività si riduce, ma il disegno tecnico a scuola accende in lei un forte interesse per l’architettura. Tuttavia, la passione per la psicologia e le neuroscienze la porta inizialmente a iscriversi a Biologia all’università di Torino. Dopo un anno, però, si rende conto che quel percorso, pur interessante, non la stimola abbastanza. La svolta arriva inaspettatamente quando, uscendo dall’Orto Botanico di Torino, vede gli studenti di Architettura intenti a disegnare il Castello del Valentino. In quel momento capisce dove vuole essere davvero. Superato il test di ingresso, si immerge completamente negli studi di Architettura, trovando grande soddisfazione nei lavori manuali e nei modellini, nei quali si distingue per creatività e l’uso di materiali insoliti. Dopo la laurea triennale, decide di intraprendere un percorso diverso dai suoi colleghi, scegliendo la magistrale in “Progettazione delle aree verdi e del paesaggio”, unendo così il suo amore per il disegno e la progettazione con la botanica. Crede fortemente nell’importanza della figura del paesaggista, sempre più essenziale per un futuro sostenibile. Si laurea con il massimo dei voti nel marzo 2024, nel giorno del compleanno della madre. Poco dopo si trasferisce a Torino con il suo compagno e inizia a lavorare in uno studio rinomato di progettazione di giardini. Tuttavia, con il tempo si rende conto che quell’ambiente non fa per lei. Decide quindi di lasciare il lavoro e attraversa un periodo di transizione che si rivela fondamentale: è in quel momento che inizia a dipingere e a sviluppare il suo stile artistico. Grazie all’insistenza del compagno apre un profilo per condividere le sue opere, nonostante il timore di esporsi. Ben presto arrivano le prime soddisfazioni e il riconoscimento per l’originalità della sua tecnica, ideata da lei stessa. Nasce così la collezione KAOS, caratterizzata da un disordine armonico e basata su una tecnica chiamata TRIAKOS, che fonde triangoli e caos. Nei suoi quadri rappresenta emozioni, ricordi e sensazioni attraverso il colore, guidando i clienti nella scelta della palette o lasciando che siano loro stessi a suggerire i toni legati a un momento speciale. Oggi lavora come paesaggista in un altro studio e realizza i suoi primi quadri su commissione, trovando un’enorme soddisfazione nel creare opere personalizzate che permettono alle persone di rivivere momenti preziosi. La gratitudine e l’appagamento che prova nel vedere le sue opere prendere vita e toccare le emozioni degli altri la spingono a continuare su questa strada, intrecciando arte e progettazione in un percorso in continua evoluzione.
Cos’è per te l’arte?
L’arte per me è rifugio. Mentre faccio i miei quadri i pensieri rallentano e mi calmo. Attualmente lavoro in uno studio di progettazione come paesaggista e quando torno a casa mi rilasso creando i miei quadri.
Guardando indietro al tuo percorso, c’è stato un momento preciso in cui hai capito che l’arte sarebbe diventata qualcosa di più di una semplice passione?
Sto realizzando adesso che la mia semplice passione possa diventare qualcosa di più. Tuttavia, il momento preciso che me l’ha fatto capire è stato quando ho ricevuto una proposta per fare una mostra in una grossa galleria di Berlino. Lì ho capito che la mia passione ha un forte potenziale.
Il passaggio dalla progettazione del paesaggio alla pittura è stato naturale o hai dovuto trovare un nuovo linguaggio espressivo?
Lavoro ancora come paesaggista e utilizzo linguaggi espressivi diversi. Nella progettazione ci sono dei vincoli di ogni genere da rispettare.. dai vincoli paesaggistici alle richieste dei committenti. Con l’arte invece sono totalmente libera. Posso esprimermi seguendo il flusso della mia creatività. E mi piacciono entrambi i linguaggi.
Quali emozioni o messaggi vuoi trasmettere con la tua tecnica TRIAKOS? C’è un’opera a cui sei particolarmente legata?
Sono molto contenta che mi abbiate fatto questa domanda. È proprio questo il fulcro del mio lavoro come artista. Come disse il critico d’arte Alberto Moioli, le mie opere non sono un mero esercizio estetico di accostamenti di colori; ogni opera ha un significato profondo. Con una scelta accurata dei colori io voglio rappresentare una certa emozione/sensazione/ricordo. Vi faccio qualche esempio: la mia opera ‘Autunno’ rappresenta appunto quel momento malinconico dell’anno in cui le foglie si colorano e poi cadono a terra formando tappeti unici. È un concetto semplice, ma io vorrei che i miei quadri fossero per i miei clienti dei promemoria per fermarsi un attimo e cogliere la bellezza delle cose semplici che ci circondano, ma che spesso non vediamo perché troppo assorti dalla frenesia della vita quotidiana. Altro quadro a cui sono particolarmente legata è ‘Rain and tears of happiness’. Avete presente quell’odore di terra bagnata che si diffonde nell’aria quando inizia a piovere in primavera/estate? Quell’arietta fresca che da sollievo al caldo… Quella pioggia sotto la quale non ti dispiace stare… Sembra quasi che lavi via tutti i pensieri e lasci addosso solo una sensazione di serenità e freschezza. Volevo rappresentare proprio questo. Questa sensazione che tanto mi manca del mio paese. Dunque, ora rispondendo davvero alla domanda, quando faccio opere per me voglio trasmettere le mie emozioni e ricordi, ma faccio la stessa cosa con i miei clienti. Le mie opere sono personalizzabili anche nel significato. È il cliente a spiegarmi che cosa vorrebbe provare o ricordare guardando un mio quadro e io mi adopero per rendere la sua idea reale e concreta. Il mio è un lavoro di traduzione. Il cliente sceglie cosa vuole provare ed eventualmente quali colori lo aiutano a provare quel sentimento e poi tocca a me creare.
Come immagini il futuro della tua arte? Ti piacerebbe esporre in una galleria o hai un altro sogno legato al tuo percorso artistico?
Ho iniziato da davvero pochi mesi a promuovermi e tutto quello che mi sta succedendo (come questa intervista) è una sorpresa per me. Sinceramente non mi aspettavo di suscitare così tanto interesse dopo pochi mesi. Quindi posso dire di non aver ancora pensato bene alle possibilità future. Però, oltre a questa intervista, ho ricevuto altre due proposte che mi hanno lasciata senza parole. Sono due grandi opportunità, che per ora non svelo per scaramanzia, ma che di sicuro porterà la mia arte ad un altro livello.
Cosa provi quando un cliente ti racconta il ricordo o l’emozione che vuole rappresentare nel suo quadro?
Mi sento profondamente onorata. Pensare che qualcuno mi affidi il compito di tradurre un suo ricordo caro mi fa quasi emozionare ogni volta. Quando si aprono con me dimostrano fiducia e in certo senso si crea un legame. Divento io stessa parte di un ricordo non mio. Ma quello che più mi rende felice è la consapevolezza che renderò migliore la vita dei miei clienti perché proveranno gioia ogni volta che guarderanno il mio quadro. Ecco perché secondo me non ha senso mettersi in casa quadri/stampe/repliche di cose che non ti trasmettono nulla.. non migliorano la vita in nessun modo. La casa deve essere accogliente, deve farti sentire bene e un quadro personalizzato contribuisce benissimo a tale scopo.
Le tue origini brasiliane influenzano in qualche modo la tua arte o il tuo modo di vedere il colore e la composizione?
Senz’altro. Essere cresciuta in Brasile ha fatto in modo che io riuscissi a vedere la bellezza e il valore anche nelle cose più semplici. La semplicità è la mia poetica. Sono una donna essenziale in generale nella vita e questo si applica anche nel mio modo di esprimermi con l’arte. Le mie opere hanno un aspetto essenziale, ma esotico; bello ma anche con un significativo. Le mie opere mi rappresentano come persona.
Se dovessi descrivere il tuo stile artistico in tre parole, quali sarebbero?
Originale, Minimal (nell’aspetto)/Essenziale (nel significato) ed esotico.
Descriviti in tre colori.
Descriviti in tre colori. Blu, verde, nero e bianco.








